L’Onice Nero è una calcedonia — un quarzo a cristalli microscopici — di un nero profondo e uniforme.
Un dettaglio che pochi conoscono: gran parte dell’onice nero in commercio è calcedonia colorata, immersa in una soluzione zuccherina e poi trattata per diventare nera.
È una tecnica antica, accettata in gioielleria, non un trucco — l’onice naturale puro, privo di bande, è raro.
È stato usato fin dall’Antichità per cammei, sigilli e amuleti; il nome viene dal greco antico e significa «unghia» o «artiglio».
Ha vissuto un grande momento nell’epoca vittoriana: dopo la morte del Principe Alberto, nel 1861, la Regina Vittoria portò il lutto per tutta la vita e le pietre scure divennero di moda per i gioielli da lutto.
Poi, negli anni ’20–’30, l’onice nero brillò nell’Art Déco, offrendo il contrasto perfetto, geometrico, accanto a diamanti e pietre colorate.
Il suo colore è un nero intenso, talvolta con bande bianche o grigie.
La maggior parte degli esemplari viene lavorata nei grandi centri di taglio, come Idar-Oberstein.
Associato a protezione, forza interiore ed equilibrio, l’onice aiuta, si dice, la concentrazione e la stabilità emotiva.
Con una durezza quasi 7 è piuttosto resistente, ma può presentare microfessure in caso di urti violenti — quindi è bene tenerlo al riparo da shock e sostanze chimiche aggressive.
Si pulisce facilmente con un panno morbido. Il suo aspetto liscio e lucente risalta splendidamente nell’argento 925, per un look moderno ed elegante.